A seguito dell’abrogazione del D. Lgs. 171/2004 “Attuazione della direttiva 2001/81/CE relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici”, il 17/07/2018 è entrato in vigore il D. Lgs. 81/2018 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 02/07/2018.

Essa stabilisce limiti più severi per le emissioni in atmosfera a seguito dell’integrazione della Direttiva 2016/2284 UE conosciuta come NEC (National Emission Ceiling). I parametri coinvolti sono i seguenti:

  • Biossido di zolfo;
  • Ossidi di azoto;
  • Composti organici volatili non metanici;
  • Ammoniaca;
  • Particolato fine.

FINALITÀ E OBBLIGHI

Lo scopo del D. Lgs. 81/2018 è di raggiungere, secondo gli orientamenti stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, livelli adeguati di qualità dell’aria e, secondo il contenuto del “Settimo Programma di Azione per l’Ambiente”, valori conformi di biodiversità.

Tali obiettivi dovranno e potranno essere ottenuti attraverso sostanziali riduzioni delle emissioni in atmosfera dei suddetti composti.

Gli strumenti adottati per il conseguimento degli obbiettivi sopra menzionati sono:

  • Elaborazione di programmi nazionali di controllo delle emissioni in atmosfera;
  • Obbligo di monitoraggio delle emissioni in atmosfera il riferimento ai suddetti parametri;
  • Obbligo di monitoraggio dell’impatto dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi;
  • Obbligo di comunicazione agli enti competenti dei risultati degli adempimenti in materia.

LIMITI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA

La nuova normativa stabilisce la riduzione, rispetto all’anno 2005, delle emissioni annue di origine antropica, secondo i seguenti valori:

  • Biossido di zolfo (SO2) fino a meno 35% dal 2020 al 2029 e fino a meno 71% dal 2030 in poi;
  • Composti Organici Volatili non metanici (NOX) fino a meno 40% dal 2020 al 2029 e fino a meno 65% dal 2030 in poi;
  • Ossido di Azoto (COVNM) fino a meno 35% dal 2020 al 2029 e fino a meno 46% dal 2030 in poi;
  • Ammoniaca (NH3) fino a meno 5% dal 2020 al 2029 e fino a meno 16% dal 2030 in poi;
  • Particolato fine (PM 2,5) fino a meno 10% dal 2020 al 2029 e fino a meno 40% dal 2030 in poi;

Inoltre, è previsto per l’anno 2025 che verrà stabilita un’ulteriore soglia in corrispondenza del quale le riduzioni delle emissioni dovranno raggiungere livelli da fissare secondo una traiettoria lineare individuata dai programmi nazionali.

CONTROLLO DELL’INQUINAMENTO E INVENTARIO DELLE EMISSIONI

L’art. 4 del D. Lgs 81/2018 prevede l’elaborazione di programmi nazionali per il controllo dell’inquinamento e inventario delle emissioni, redatto da parte del Ministero dell’Ambiente con il supporto tecnico dell’ISPRA e dell’ENEA. I contenuti minimi dei programmi nazionali di controllo sono contenuti nell’Allegato III al suddetto decreto.

L’elaborazione e l’invio alla Commissione europea del primo programma nazionale di controllo è prevista entro il 01/04/2019. Al 31 dicembre 2019 sarà invece possibile applicare i limiti nazionali di emissione previsti dall’articolo 1 e dall’allegato I del decreto legislativo n. 171 del 2004.

ESCLUSIONI

Restano fuori dal campo di applicazione del D.Lgs 81/2018 le emissioni degli aeromobili al di fuori del ciclo di atterraggio e decollo, le emissioni prodotte dal traffico marittimo internazionale, nonché le emissioni di ossidi di azoto e composti organici volatili non metanici prodotte da attività di cui alle categorie 3B e 3D della nomenclatura 2014 per la Convenzione LRTAP.

Per maggiori informazioni contattate il Vostro consulente di riferimento.