Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il 08/02/2018 è stato pubblicato il decreto legislativo n. 231 del 15/12/2017 che stabilisce le sanzioni nazionali per irregolarità nelle informazioni rivolte al consumatore. Questa è una disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Reg. (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell’art. 5 della legge del 12/08/2016, n. 170 “Legge di delegazione europea 2015”.

Le informazioni al consumatore sugli alimenti, sia obbligatorie che volontarie, devono essere conformi alle regole europee riportando le seguenti indicazioni:

  • Ingredienti utilizzati per la preparazione dell’alimento
  • Allergeni contenuti nell’alimento
  • Modalità di conservazione dell’alimento
  • Data di scadenza dell’alimento
  • Congelamento
  • Paese di origine o di provenienza
  • Dichiarazioni nutrizionali, fornite attenendosi ai criteri dettati dal Reg. (UE) n. 1169/2011

Nel caso si verifichi una qualsiasi violazione, dal 9 maggio 2018, scatteranno le sanzioni stabilite dal D.Lgs. 231/2017.

In fase transitoria, gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima del 9 maggio 2018, che risultino non conformi al decreto 231/2017 possono essere commercializzati fino all’esaurimento delle scorte.  Saranno invece escluse dal regime sanzionatorio le forniture ad organizzazioni senza scopo di lucro, per la successiva cessione gratuita a persone indigenti, nel caso di alimenti che presentino irregolarità di etichettatura, purchè tali irregolarità non riguardino la data di scadenza o le informazioni su sostanze che possono provocare allergie o intolleranze. Sono esclusi dalle disposizioni sanzionatorie anche gli alimenti che siano immessi sul mercato con una “adeguata rettifica scritta” delle informazioni non conformi a quanto previsto dal decreto.

L’Autorità che si occupa dell’irrogazione delle sanzioni è il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi del Mipaaf. Nel decreto sono riportate anche le disposizioni nazionali riguardanti le diciture o le marche che consentono di indentificare la partita alla quale appartiene una derrata alimentare. L’Operatore del Settore Alimentare (OSA) è il responsabile competente per la corretta attuazione del regolamento con il cui nome o con la cui ragione sociale è commercializzato il prodotto o è riportato in un marchio depositato o registrato. Se l’OSA non e’ stabilito nell’Unione, il responsabile sarà l’importatore con sede nel territorio dell’Unione.

Per maggiori informazioni contattate il vostro consulente di riferimento.