NUOVI OBBLIGHI PER LE ETICHETTE DI LATTE E FORMAGGI IN ITALIA

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto (Gazzetta Ufficiale n. 15 del 19 gennaio 2017) che introduce formalmente in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia.

Questo sistema permetterà di indicare con chiarezza al consumatore la provenienza delle materie prime di molti prodotti come latte UHT, burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini. Il provvedimento si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale. L’etichettatura si applica ai prodotti lattiero-caseari confezionati, ma non ai formaggi sfusi e preincartati (cioè quelli porzionati e impacchettati in un apposito involucro direttamente presso il punto vendita).

Il provvedimento entrerà in vigore dopo 80 giorni dalla pubblicazione avvenuta il 19 gennaio anche se sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente.

Il decreto prevede che il latte o i suoi derivati dovranno avere obbligatoriamente indicata l’origine della materia prima in etichetta in maniera chiara, visibile e facilmente leggibile.

Le diciture utilizzate saranno le seguenti:

  • “Paese di mungitura: nome del paese nel quale è stato munto il latte”;
  • “Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte”.

Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “ORIGINE DEL LATTE: ITALIA”.

Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall’Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:

  • latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;
  • latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.

Se le operazioni avvengono al di fuori dell’Unione europea, verrà usata la dicitura “Paesi non UE”.

Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato.

 

Per maggiori informazioni contattate il vostro consulente di riferimento.

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