Modalità di applicazione dell’art. 26, par. 3, del Reg. (UE)1169/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento

È stato pubblicato sulla GUUE il Regolamento di esecuzione (UE) 2018/775 della Commissione, del 28 maggio 2018, recante modalità di applicazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, per quanto riguarda le norme sull’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.

Il  regolamento stabilisce le modalità di applicazione dell’art. 26, par. 3, del Reg. (UE) 1169/2011, che dispone che l’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza è obbligatoria nel caso in cui l’omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore in merito al paese d’origine o luogo di provenienza reali dell’alimento finale, in particolare se le informazioni che accompagnano l’alimento o contenute nell’etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l’alimento abbia un differente paese d’origine o luogo di provenienza. Tale articolo mira a prevenire la fornitura di informazioni ingannevoli sugli alimenti che facciano pensare che l’alimento abbia una determinata origine, mentre la sua origine reale è di fatto differente

L’indicazione del paese d’origine o del luogo di provenienza di un ingrediente primario, che non è lo stesso paese d’origine o luogo di provenienza indicato per l’alimento, che a norma dell’art. 26, par. 2, lettera a), del Reg. (UE) 1169/2011 dev’essere indicato, viene fornita:

  • con riferimento a una delle seguenti zone geografiche:

√  “UE”, “non UE” o “UE e non UE”; o

√  una regione o qualsiasi altra zona geografica all’interno di diversi Stati membri o di paesi terzi, se definita tale in forza del diritto internazionale pubblico o ben chiara per il consumatore medio normalmente informato; o

√  la zona di pesca FAO, o il mare o il corpo idrico di acqua dolce se definiti tali in forza del diritto internazionale o ben chiari per il consumatore medio normalmente informato; o

√  uno o più Stati membri o paesi terzi; o

√  una regione o qualsiasi altra zona geografica all’interno di uno Stato membro o di un paese terzo, ben chiara per il consumatore medio normalmente informato; o

√  il paese d’origine o il luogo di provenienza, conformemente alle specifiche disposizioni dell’Unione applicabili agli ingredienti primari in quanto tali;

  • oppure attraverso una dicitura del seguente tenore:

“(nome dell’ingrediente primario) non proviene/non provengono da (paese d’origine o luogo di provenienza dell’alimento)” o una formulazione che possa avere lo stesso significato per il consumatore.

Il regolamento non si applica alle indicazioni geografiche protette a norma dei Regg. (UE) 1151/2012, (UE) 1308/2013, (CE) 110/2008 o (UE) 251/2014, o protette in virtù di accordi internazionali, né ai marchi d’impresa, registrati, laddove questi ultimi costituiscano un’indicazione dell’origine, in attesa dell’adozione di norme specifiche riguardanti l’applicazione dell’art. 26, par. 3, a tali indicazioni.

Il Reg. 2018/775 è entrato in vigore il 1° giugno 2018 e si applica dal 1 aprile 2020, per consentire un appropriato periodo transitorio.

Gli alimenti immessi sul mercato o etichettati prima della sua data di applicazione possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

Nel corso di questi ultimi mesi il Ministero delle Politiche Agricole ed Alimentari aveva emanato alcuni Decreti su determinati prodotti, per introdurre l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine.

Si tratta, in dettaglio del:

  1. Decreto Ministeriale 9 dicembre 2016 per il latte e i prodotti lattieri caseari
  2. Decreto Ministeriale 26 luglio 2017 per il riso
  3. Decreto Ministeriale 26 luglio 2017 per il grano duro per le paste di semola di grano duro
  4. Decreto Ministeriale 16 novembre 2017 per il pomodoro

Resta da capire cosa avverrà nel nostro paese. I decreti sull’origine dovrebbero teoricamente decadere il 1 giugno 2018, ma il 7 maggio scorso è stato annunciato con un comunicato stampa dal Presidente Gentiloni il decreto di proroga delle disposizioni nazionali (sulla cui legittimità permangono fortissimi dubbi) fino al 31 marzo 2020 per pasta, riso e pomodoro. Per il latte il periodo di sperimentazione terminerà il 31 marzo 2019.

Per maggiori informazioni potete contattare il Vostro consulente di riferimento