REINTRODUZIONE INDICAZIONE STABILIMENTO DI PRODUZIONE O CONFEZIONAMENTO NELLE ETICHETTE ALIMENTARI

Nella mattinata del 17/03/2017 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto attuativo che reintroduce l’obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta, dopo che il nuovo regolamento 1169/2011 lo aveva resa un’indicazione di carattere facoltativa.

Tale obbligo, già sancito dalla legge italiana, è stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare. La sua reintroduzione permette una più efficace tutela della salute del cliente, infatti garantisce una corretta e completa informazione del prodotto e di conseguenza una migliore e immediata rintracciabilità degli alimenti da parte degli organi di controllo.

Questo schema di decreto sarà inviato alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato, successivamente la competenza per il controllo del rispetto della norma e l’applicazione delle eventuali sanzioni verrà affidata dalla legge di delega all’ispettore repressione frodi. Nel frattempo, il provvedimento subisce un periodo transitorio di 180 giorni durante il quale si prevede lo smaltimento delle etichette già stampate fino a esaurimento dei prodotti etichettati prima dell’entrata in vigore del decreto.

Il Ministro Martina commenta: “Questo provvedimento si inserisce nel lavoro che stiamo portando avanti per dare massima informazione ai cittadini sugli alimenti che consumano. Diamo una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette.”

Lo schema di decreto legislativo stabilisce poi alcune deroghe a tale obbligo e talune modalità da rispettare per indicare lo stabilimento di produzione. In particolare, apparirà la sede dello stabilimento di produzione o, se è diverso, di confezionamento, identificata dalla località e dall’indirizzo dello stabilimento. L’indirizzo della sede dello stabilimento può essere omesso qualora l’indicazione della località consenta l’agevole e immediata identificazione dello stabilimento.

 

Premesso che l’indicazione dello stabilimento di produzione è relativamente indipendente dall’origine delle materie prime, risulta un valore indispensabile l’informazione in etichetta sullo stabilimento di origine per le seguenti ragioni:

  • Sicurezza alimentare – nei casi di allerta alimentare, la disponibilità immediata della notizia della sede dello stabilimento consente alle autorità di controllo di risalire in tempo reale alla causa del problema e di intervenire con efficacia per ritirare il prodotto immediatamente; questa indicazione quindi permette sicuramente di abbreviare i tempi di gestione delle crisi di sicurezza alimentare in cui il tempismo è un fattore importantissimo.
  • Sovranità alimentare e occupazione – in assenza dell’indicazione dello stabilimento i gruppi multinazionali dell’industria alimentare e della distribuzione possono trasferire le produzioni e gli approvvigionamenti da un paese all’altro senza informare gli acquirenti, perciò questa informazione permette ai consumatori di conoscere il paese di confezionamento dei prodotti che acquistano.
  • Protezione dei cittadini – in assenza dell’indicazione dello stabilimento i gruppi multinazionali dell’industria alimentare che hanno acquistato marchi legati a un Paese possono ingannare i consumatori utilizzando questo marchio su prodotti realizzati altrove, perciò è un diritto dei cittadini di conoscere il luogo di produzione dei prodotti che acquistano.
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