ISO 22380:2018, ‘Security and resilience – Authenticity, integrity and trust for products and documents’ è il nuovo standard internazionale finalizzato alla prevenzione delle frodi alimentari, utile per contrastare le attività criminali nella filiera agroalimentare, allo scopo di una maggiore tutela della sicurezza alimentare e salute pubblica.

La Fondazione FSSC (Food Safety System Certification) affronta i fenomeni di ‘food fraud mitigation and food defense’ con apposite Linee guida. A tal proposito ISO (International Standard Organization) ha elaborato uno standard internazionale di riferimento, ISO 22380:2018, il quale si inserisce nella serie delle norme dedicate ai sistemi a presidio della sicurezza alimentare nell’intero corso della ‘supply-chain’. Esso si applica alla produzione agricola primaria alla distribuzione e somministrazione (‘food service’). Senza escludere la produzione di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti (‘Food Contact Materials’ o MOCA ).

Il GSFI (Global Food Safety Initiative con gli standard BRC ed IFS) ha poi suddiviso le fattispecie fraudolente in due categorie: vendita di alimenti nocivi, o potenzialmente tali (es. cibi e/o ingredienti non sicuri o scaduti, ingredienti di origine animale privi di tracciabilità, additivi non autorizzati); falsificazione dei dati relativi agli alimenti (es. prodotti ittici di allevamento presentati come oggetto della pesca, specie animali e varietà ortofrutticole sostituite con alternative più economiche, false dichiarazioni di origine o provenienza).

La frode alimentare, secondo ISO, si caratterizza per i seguenti elementi:

  • intenzionalità dell’atto illecito, da parte dei suoi autori materiali e/o committenti,
  • motivazione economica, finalizzata a un illecito profitto,
  • inganno o raggiro, che si ripercuote sul consumatore.

In questa nuova versione di ISO, la resilienza è il concetto fondamentale che si associa alla garanzia della sicurezza alimentare rispetto al rischio di frodi alimentari. Nel ‘food safety management system’ deve venire rafforzato in misura tale da resistere alle ‘economically-motivated adulteration’. Non basta più ragionare in ottica di ‘food safety’ o di ‘food defense’, motivo per cui i piani HACCP e le procedure anti-tampering, seppur efficaci, devono venire integrati.

Lo standard, come per le altre norme ISO, si basa sull’analisi del contesto esterno e interno per la mappatura delle aree vulnerabili a eventi di frode. Quale premessa per la progettazione, revisione e implementazione delle procedure atte a mitigare i rischi individuati. L’analisi di vulnerabilità deve considerare, in particolare: ingredienti e prodotti (es. succhi di frutta più dei frutti tal quale, olio extra vergine d’oliva più degli oli di semi); pressione del mercato (es. fluttuazioni dei listini, aumenti improvvisi della domanda di un ingrediente o dell’estensione del suo utilizzo); fattori sotto il controllo dei buyer (controllo qualità, tracciabilità).

Per prevenire le frodi occorre attuare misure per l’adeguatezza delle specifiche di acquisto, l’idoneità del piano di analisi oltre che porre un’attenzione continuativa ai segnali esterni. La relazione con i fornitori è una fase essenziale su cui soffermarsi e deve mantenersi indispensabile sul piano operativo del controllo qualità, anche mediante regolare attività di audit.

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