“MADE IN” DELL’INGREDIENTE PRIMARIO: IL NUOVO SCHEMA DI REGOLAMENTO

Il Regolamento UE 1169/2011 aveva introdotto una rilevante novità in tema di origine dell’ingrediente primario, al fine di ottenere chiarezza sull’effettiva provenienza dei prodotti.

Al fine di evitare che il consumatore venga tratto in inganno, il Regolamento UE 1169/2011 ha stabilito che quando l’origine dell‘alimento venga dichiarata o “suggerita” ma l’ingrediente primario abbia diversa origine o provenienza, anche quest’ultima dovrà venire indicata in etichetta.

Il Regolamento UE 1169/2011 definisce l’ingrediente primario come “l’ingrediente o gli ingredienti di un alimento che rappresentano più del 50 % di tale alimento o che sono associati abitualmente alla denominazione di tale alimento dal consumatore e per i quali nella maggior parte dei casi è richiesta un’indicazione quantitativa”.

L’indicazione geografica di prodotto e ingrediente può venire espressa su vari livelli:

“UE” o “non-UE”, Paese (europeo e non europeo), Regione, o altra area geografica (es. provincia) all’interno di uno Stato, ove ben comprensibile.

In etichetta, l’indicazione d’origine (ovvero la specificazione della provenienza) dell’ingrediente primario deve venire collocata nello stesso campo visivo ove si trova il riferimento scritto al “Made in” ed in caratteri di altezza non inferiore al 75%.

Quando invece l’origine dell’alimento venga fornita mediante rappresentazioni grafiche, l’origine dell’ingrediente primario deve essere collocata in posizione prominente o comunque facilmente visibile, in modo da assicurarne la facile visibilità.

L’applicazione delle nuove norme dovrebbe avvenire il primo aprile 2019, riservando agli operatori la facoltà di immettere sul mercato i prodotti non conformi purché etichettati entro tale data.

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Per maggiori informazioni contattate il vostro consulente di riferimento.

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