Il 2025 si è chiuso con segnali contraddittori in materia di sicurezza sul lavoro. Da un lato, alcuni indicatori mostrano miglioramenti parziali. Dall’altro, i dati INAIL pubblicati a gennaio 2026 rivelano criticità strutturali che non possono essere ignorate: infortuni in crescita in settori chiave, malattie professionali in forte aumento e un’esplosione dei disturbi psichici di origine lavorativa.
A questi numeri risponde il Piano Integrato per la Salute e la Sicurezza 2026, che ha già definito dove si concentrerà l’attività ispettiva dell’INL durante l’anno.
Il quadro infortunistico 2025
Le denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’INAIL per il 2025 sono state circa 598.000, con un incremento dell’1,4% rispetto alle 590.000 del 2024. Al netto degli infortuni degli studenti — categoria ora strutturalmente inclusa nella tutela INAIL — le denunce dei lavoratori salgono a 517.000 (+1,0%).
La distinzione per modalità di accadimento rivela una dinamica preoccupante: gli infortuni in itinere (nel tragitto casa-lavoro-casa) crescono del +3,2%, sfiorando le 100.000 denunce. Questo dato colpisce in modo sproporzionato le lavoratrici: per le donne, il 26,4% degli infortuni avviene fuori dal posto di lavoro, contro il 15% degli uomini. Un fenomeno legato alla cosiddetta “mobilità della cura” e ai tempi di vita-lavoro che influenzano i percorsi quotidiani.
Analizzando i settori produttivi, il dato più critico riguarda le Costruzioni: +3% di infortuni in occasione di lavoro, confermando il comparto edilizio come uno dei più esposti. Crescono anche Commercio (+2,1%) e Sanità (+1,6%). In controtendenza positiva: Trasporti e magazzinaggio (-1,2%), Manifatturiero (-0,5%) e Agricoltura (-2,1%).
Sul fronte demografico, aumentano gli infortuni tra i lavoratori over 64 (+11,6% donne, +7,6% uomini) e tra i lavoratori stranieri (+3,7%), la cui incidenza sul totale è salita al 24,3%.
Infortuni mortali: 1.085 lavoratori, 14 incidenti plurimi
I dati sulle morti sul lavoro nel 2025 mostrano una sostanziale stabilità rispetto al 2024, con 1.085 decessi tra i lavoratori (+0,7%). La riduzione degli infortuni mortali in occasione di lavoro (-0,6%, da 797 a 792) è parzialmente compensata dall’aumento dei mortali in itinere (+4,6%, da 280 a 293).
Il 2025 è stato segnato da 14 incidenti plurimi che hanno causato complessivamente 33 decessi: scontri tra veicoli, esplosioni industriali, cadute da impianti. Tragedie che ricordano quanto la sicurezza collettiva nei cantieri e negli impianti produttivi rimanga una priorità assoluta.
Anche nella mortalità emerge la differenza di genere: per gli uomini il 75,6% dei decessi avviene in occasione di lavoro; per le donne oltre la metà (54,3%) avviene in itinere.
Il dato che preoccupa di più: malattie professionali +11,3%
Se gli infortuni mostrano una crescita contenuta, il vero campanello d’allarme del 2025 riguarda le malattie professionali: 98.463 denunce, con un aumento dell’11,3% rispetto alle 88.499 del 2024.
La distribuzione per patologia rivela tendenze che le aziende devono conoscere:
- Apparato osteomuscolare e tessuto connettivo: 64.015 casi, il 75,4% del totale (+10,9%) — il rischio ergonomico resta la prima causa di tecnopatia in Italia
- Malattie del sistema nervoso: 10.311 casi (+11,1%) — spesso connesse a vibrazioni, esposizioni chimiche e posture
- Malattie dell’orecchio: 5.273 casi (+5,7%) — ipoacusia da rumore ancora ampiamente diffusa
- Disturbi psichici e comportamentali: 548 casi, +36,0% — il dato in crescita più rapida, spia di un rischio stress lavoro-correlato e burnout che molte aziende non hanno ancora adeguatamente valutato
Quest’ultimo dato merita un’attenzione specifica. La valutazione del rischio stress lavoro-correlato è un obbligo previsto dal D.Lgs. 81/2008, ma nella pratica è ancora spesso trattata con superficialità. Il +36% nelle denunce di disturbi psichici è un segnale che i sistemi di vigilanza non ignorano.
2026: i settori sotto vigilanza straordinaria INL
Il Piano Integrato per la Salute e la Sicurezza 2026, adottato con D.M. n. 20 del 12 febbraio 2026, ha definito i settori prioritari per le campagne straordinarie di vigilanza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro:
- Edilizia — il comparto con il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro
- Agricoltura — alta incidenza di infortuni gravi, spesso con lavoratori stranieri
- Manifatturiero — primo settore per numero di infortuni non mortali in Europa
- Logistica e magazzinaggio — in forte espansione, con rischi crescenti legati ai nuovi modelli di lavoro
I focus ispettivi principali riguarderanno:
- Cadute dall’alto (causa del 30,8% degli infortuni mortali)
- Incidenti con veicoli (19% dei casi)
- Caduta di gravi e materiali (12,7%)
La selezione dei cantieri e degli impianti da controllare avverrà sulla base dei dati INAIL reali, non solo per codice ATECO: un approccio più mirato che aumenta la probabilità di intercettare situazioni di rischio effettivo.
Cosa fare ora ✅
Se la tua azienda opera nei settori sopra indicati — o se i dati sulle malattie professionali ti riguardano — questo è il momento giusto per agire in anticipo:
- Aggiornare il DVR con particolare attenzione ai rischi ergonomici, da rumore e stress lavoro-correlato
- Verificare la formazione dei lavoratori e dei preposti, specialmente su cadute dall’alto e uso dei DPI
- Effettuare un check-up della documentazione di cantiere (patente a crediti, badge, nomina figure SSL)
- Valutare il rischio psicosociale con metodi validati, se non già fatto o se l’ultima valutazione è datata
- Anticipare i controlli con un audit interno prima che arrivi quello ispettivo
Per un’analisi della tua situazione e approfondimenti il nostro team è a disposizione.