Il 26 febbraio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il pacchetto Omnibus I, formalizzato con la Direttiva (UE) 2026/470, intervenendo sulla disciplina della rendicontazione di sostenibilità (CSRD) e sulla due diligence ESG (CSDDD).
L’obiettivo è rendere il quadro normativo più proporzionato e ridurre gli obblighi amministrativi, senza arretrare rispetto agli obiettivi del Green Deal europeo.
Il cambiamento principale riguarda le soglie dimensionali.
Nuove soglie: chi resta obbligato
L’obbligo di rendicontazione si applica ora alle imprese che superano congiuntamente:
- 1.000 dipendenti
- 450 milioni di euro di ricavi netti
Le soglie si applicano anche ai gruppi che redigono bilancio consolidato.
📊 Quadro applicativo dopo Direttiva (UE) 2026/470

Rendicontazione secondo ESRS e limited assurance
Le imprese soggette continuano a rendicontare secondo gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards), elaborati da EFRAG. È prevista una prossima semplificazione tecnica degli standard.
Resta il modello di limited assurance, ossia una verifica con livello di controllo limitato: il revisore attesta la coerenza e plausibilità dei dati ESG, senza revisione estesa (reasonable assurance), il cui passaggio obbligatorio è stato eliminato.
Nuove soglie non significa fine del percorso
La sostenibilità è ormai integrata in:
- qualificazione fornitori
- richieste clienti strutturati
- valutazioni bancarie
- rating ESG
- accesso a finanziamenti e bandi
La pressione informativa è già parte delle dinamiche di mercato. Il tema non è più solo normativo. È competitivo.
Interrompere il percorso può comportare:
- perdita di continuità dei dati
- difficoltà di risposta a clienti e banche
- indebolimento del posizionamento competitivo
- regressione dei presidi di governance
La sostenibilità è oggi uno strumento di gestione del rischio e di credibilità aziendale.
Come ricalibrare il percorso
Le imprese dovrebbero:
1️⃣ Verificare il nuovo inquadramento normativo
2️⃣ Analizzare l’esposizione di filiera e bancaria
3️⃣ Adottare uno strumento proporzionato
Possibili strumenti:
• VSME Comprehensive – Standard europeo volontario per PMI con analisi di doppia materialità, fortemente raccomandato da EFRAG.
• VSME Basic – Versione semplificata per le piccole imprese.
• GRI – Standard internazionale per contesti globali.
• Check-up ESG – Mappatura essenziale di rischi e KPI per microimprese o richieste puntuali.
La Direttiva (UE) 2026/470 ridisegna l’obbligo normativo, non ridimensiona la rilevanza strategica della sostenibilità.
Negli ultimi anni l’ESG è diventato parte integrante di:
- governance aziendale
- accesso al credito
- gestione del rischio
- competitività di filiera
La vera scelta oggi non è se interrompere il percorso, ma come adattarlo in modo proporzionato e strategico.
Il supporto strategico di Progest
Progest affianca le imprese nel:
- verificare il nuovo perimetro normativo;
- valutare l’esposizione di filiera e bancaria;
- definire il livello adeguato di Rendicontazione di Sostenibilità;
- integrare sostenibilità e sistemi di gestione.
Il quadro cambia, ma la sostenibilità resta una leva di posizionamento.
Le imprese che sapranno ricalibrare il proprio percorso in modo consapevole non subiranno il nuovo scenario: lo governeranno.
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