Dal 1° marzo 2026 è entrata in vigore la Legge 27 febbraio 2026, n. 26, di conversione del Decreto-Legge 31 dicembre 2025, n. 200, noto come “Decreto Milleproroghe” (G.U. n. 49 del 28 febbraio 2026). Questa normativa introduce importanti modifiche nel percorso di attuazione del RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), con particolare riferimento alla digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Proroga dell’obbligo FIR digitale

Il provvedimento più rilevante riguarda la proroga al 15 settembre 2026 del termine entro il quale i soggetti obbligati all’iscrizione al RENTRI possono continuare a emettere il FIR (Formulario Identificativo Rifiuti) in formato cartaceo. Fino a questa data, quindi, le imprese e gli operatori del settore hanno la possibilità di scegliere se adottare subito il FIR digitale oppure continuare a utilizzare il modello cartaceo, creando così un periodo transitorio di “doppio binario”.

La misura risponde alle richieste del settore, che aveva evidenziato la necessità di maggiore tempo per adeguare sistemi informatici, software gestionali e procedure interne alla nuova piattaforma digitale del RENTRI. La proroga consente di ridurre i rischi operativi legati a un cambio troppo rapido e garantisce una transizione più graduale e sostenibile.

Sanzioni differite

In parallelo, l’articolo 258 del D.lgs. 152/2006, che disciplina le sanzioni in materia di RENTRI, è stato aggiornato con l’introduzione del comma 10-bis. Tale disposizione rinvia al 15 settembre 2026 l’applicazione delle sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari dei rifiuti speciali pericolosi.

Ciò significa che fino al 15 settembre, i soggetti obbligati non saranno soggetti a sanzioni amministrative se continuano a utilizzare il FIR cartaceo o se si verificano ritardi nella trasmissione dei dati. Questa scelta legislativa favorisce la gradualità nell’adozione del sistema digitale e consente agli operatori di completare l’aggiornamento delle proprie procedure senza subire penalizzazioni.

Periodo transitorio di “doppio binario”

Il termine tra il 13 febbraio e il 15 settembre 2026 rappresenta quindi una fase transitoria durante la quale coesistono due modalità operative: cartacea e digitale. Gli operatori più pronti potranno già utilizzare il FIR digitale, sperimentando il nuovo sistema e integrandolo nei propri flussi aziendali. Chi invece necessiti di più tempo potrà continuare a emettere il FIR cartaceo senza incorrere in sanzioni.

Questa flessibilità permette di affrontare alcune criticità emerse durante le prime fasi di implementazione del RENTRI, quali:

  • adeguamento dei software gestionali aziendali;
  • formazione del personale sulle nuove procedure digitali;
  • necessità di testare l’interoperabilità tra i sistemi delle imprese e la piattaforma nazionale.

Implicazioni per imprese e operatori

Per le aziende che gestiscono rifiuti speciali, questa proroga rappresenta un vantaggio pratico e strategico. In primo luogo, riduce il rischio di errori dovuti a una transizione frettolosa. In secondo luogo, offre un margine di tempo per:

  1. completare la formazione del personale coinvolto nella gestione dei rifiuti;
  2. aggiornare i software gestionali con i requisiti digitali del RENTRI;
  3. armonizzare i processi interni di tracciabilità con quelli richiesti dal sistema nazionale.

La Legge 27 febbraio 2026, n. 26, consente quindi di pianificare in modo più efficace l’adozione del FIR digitale, garantendo continuità operativa e riducendo i rischi di non conformità durante il periodo di transizione.

Prospettive future

Dal 15 settembre 2026, l’utilizzo del FIR digitale diventerà obbligatorio per tutti gli operatori iscritti al RENTRI e le sanzioni saranno pienamente applicabili in caso di omissioni o errori. È quindi consigliabile che le imprese, anche se attualmente continuano a utilizzare il cartaceo, inizino a prepararsi per la completa digitalizzazione, investendo in:

  • formazione mirata del personale;
  • adeguamento dei sistemi informatici;
  • implementazione di procedure interne che garantiscano la qualità e la completezza dei dati trasmessi.

In sintesi, il Milleproroghe offre un’opportunità di transizione più graduale e sicura verso la tracciabilità digitale dei rifiuti, bilanciando esigenze operative e obblighi normativi. Gli operatori del settore hanno ora la possibilità di organizzare la propria evoluzione digitale senza rischi sanzionatori fino al 15 settembre 2026, garantendo così una gestione più efficiente e conforme dei rifiuti speciali.