Secondo il Rapporto pubblicato il 31 marzo 2025 dall’Agenzia europea per l’ambiente “Preventing waste in Europe — Progress and challenges, with a focus on food waste” (Prevenire i rifiuti in Europa — Progressi e sfide, con particolare attenzione ai rifiuti alimentari) lo spreco alimentare rappresenta una delle maggiori sfide a livello europeo e mondiale.
l documento rileva che nel 2022 nell’Unione europea sono stati generati circa 132 kg di rifiuti alimentari per persona, pari a poco più di 59 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari.
Lo spreco alimentare, oltre che essere inaccettabile dal punto di vista etico, comporta pesanti e rilevanti conseguenze sia sotto il profilo sociale ed economico sia sotto quello ambientale.
Basti pensare che il 10% delle emissioni di gas serra è ad esso imputabile e che vengono sprecate ingenti risorse idriche, a loro volta preziose. Si stima inoltre una perdita di 132 miliardi di €.
Relativamente al settore tessile, ogni anno si generano nell’ UE 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. L’abbigliamento e le calzature rappresentano da soli 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, pari a 12 kg di rifiuti per persona ogni anno.
Per questa ragione l’ONU ha inserito tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 l’Obiettivo 12 – Target 12.3 che prevede di “dimezzare lo spreco alimentare pro capite globale al dettaglio e al consumo entro il 2030, nonché di ridurre le perdite alimentari lungo la catena di produzione e di approvvigionamento” e, nel luglio 2023, la Commissione ha proposto una revisione delle norme dell’UE sui rifiuti, mirata agli sprechi alimentari e tessili.
Nel mese di Febbraio 2025, il Parlamento ed il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione mirata della direttiva quadro sui rifiuti (Direttiva 2008/98/EU), stabilendo obiettivi dell’UE per la riduzione degli sprechi alimentari entro il 2030 e misure a favore di un settore tessile che sia più sostenibile e produca meno rifiuti.
L’accordo è stato confermato in Marzo 2025 e deve essere ancora firmato dalle due istituzioni prima che si possa passare alla procedura di adozione formale ed alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ UE.
Gli Stati membri avranno 20 mesi dall’entrata in vigore per applicare le norme nella legislazione nazionale.
Le tappe della direttiva UE sui rifiuti alimentari: nuovi obiettivi vincolanti contro gli sprechi alimentari
La direttiva UE sui rifiuti alimentari ha avuto diversi passaggi prima di arrivare alla versione attuale che ha introdotto nuovi obiettivi più vincolanti:
luglio 2023 – la Commissione Europea ha presentato una proposta di revisione della direttiva UE sui rifiuti alimentari. La revisione comprende nuovi obiettivi giuridicamente vincolanti per la riduzione degli sprechi alimentari per il 2030;
giugno 2024 – il Consiglio ha concordato la sua posizione per i negoziati con il Parlamento Europeo sugli obiettivi proposti;
febbraio 2025 – è stato raggiunto un accordo provvisorio in base al quale entro il 31 dicembre 2030 l’UE dovrà ridurre del:
30% gli sprechi alimentari che provengono da famiglie, ristorazione e distribuzione al dettaglio, mense
10% di quelli derivanti da industria alimentare e della trasformazione.
Il calcolo sarà fatto sulla media annua del triennio 2021–2023.
La prima stesura era sicuramente più ambiziosa (rispettivamente 40% e 20%), ma per superare le resistenze è stata necessaria una mediazione che ha portato ai valori attuali.
L’attuazione di queste misure sarà cruciale per trasformare il sistema alimentare europeo in un modello più sostenibile. In tal modo si potrà ridurre la pressione sulle risorse ambientali e garantire una maggiore sicurezza alimentare.
Su richiesta del Parlamento, i Paesi UE dovranno adottare misure per garantire che “gli operatori economici con un ruolo rilevante nella prevenzione e generazione di sprechi facilitino la donazione di alimenti invenduti ancora idonei al consumo umano”.
Ricordiamo inoltre che:
sono già presenti standard di certificazione volontari come strumenti a disposizione per le aziende per la riduzione degli sprechi alimentari (pubblicati da Organismi di Certificazione di terza parte);
lo spreco alimentare è un requisito aggiuntivo dello schema FSSC 22000 V.6;
la Regione Emilia-Romagna – con Delibera della Giunta Regionale 23 maggio 2022 n. 793 – ha approvato il documento “Linee Guida per il recupero, la distribuzione e l’utilizzo di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale”, che ha l’obiettivo di supportare i soggetti coinvolti nel recupero e nella redistribuzione delle eccedenze alimentari, garantendo il rispetto dei requisiti di sicurezza igienico-sanitaria e ambientale.
Rifiuti tessili, i produttori copriranno i costi
I produttori che immettono tessili sul mercato UE dovranno sostenere i costi di raccolta, cernita e riciclo, tramite nuovi regimi di responsabilità estesa del produttore, da istituire in ciascuno Stato membro entro 30 mesi dall’entrata in vigore della direttiva.
Le norme si applicheranno a tutti i produttori, anche quelli che operano via e-commerce e indipendentemente dal luogo di stabilimento. Le microimprese avranno un anno in più per adeguarsi.
Le nuove regole riguarderanno abbigliamento e accessori, cappelli, calzature, coperte, tende, biancheria da letto e da cucina. Su iniziativa del Parlamento, i paesi UE potranno includere anche i materassi.
Infine, nel determinare i contributi finanziari per sostenere i produttori, gli Stati membri dovranno considerare le pratiche di ultra-fast fashion e fast fashion.
Rimaniamo in attesa della pubblicazione ufficiale della direttiva.
Per maggiori informazioni, contattate il vostro consulente di riferimento