Nuove procedure di certificazione per le spedizioni dagli Stati Uniti verso l’Unione Europea

A partire dal 3 settembre 2026 entreranno in applicazione nuove procedure relative alla certificazione dei prodotti ittici esportati dagli Stati Uniti verso l’Unione Europea.

La modifica interessa direttamente gli esportatori statunitensi, ma assume particolare rilevanza anche per importatori, distributori, trasformatori e altri operatori europei che acquistano prodotti ittici dagli USA.

La U.S. Food and Drug Administration (FDA) ha infatti annunciato, insieme alla NOAA Fisheries, l’aggiornamento delle procedure di certificazione e di inserimento negli elenchi degli stabilimenti statunitensi autorizzati a esportare prodotti ittici nell’UE.

Cosa cambia per l’importatore europeo?

Per gli operatori europei significa che sarà necessario prestare maggiore attenzione alla documentazione che accompagna le spedizioni provenienti dagli Stati Uniti.

L’importatore UE dovrebbe quindi verificare con il proprio fornitore statunitense che:

  • lo stabilimento di produzione o trasformazione sia correttamente inserito negli elenchi necessari per l’esportazione verso l’UE;
  • il certificato sanitario richiesto sia stato emesso secondo la nuova procedura;
  • la documentazione sia coerente con la tipologia e l’origine del prodotto;
  • siano disponibili, quando richiesti, i documenti relativi alla provenienza delle materie prime e alla tracciabilità delle catture.

Nuove dichiarazioni per i prodotti di acquacoltura

Uno degli elementi più rilevanti riguarda i prodotti di acquacoltura.

La normativa UE richiede che, per le partite interessate, venga dimostrato che gli animali dai quali sono stati ottenuti i prodotti non siano stati trattati con determinati antimicrobici indicati dalla normativa europea stessa.

La FDA ha predisposto una specifica dichiarazione che dovrà essere fornita dagli operatori statunitensi interessati e trasmessa attraverso il sistema Export Listing Module (ELM) all’importatore.

Per l’importatore europeo, questo rappresenta un aspetto da monitorare nella fase di qualifica e gestione dei fornitori.

È quindi opportuno verificare preventivamente con il fornitore USA che la documentazione richiesta sia disponibile e che possa essere associata correttamente alle spedizioni destinate all’UE.

Il ruolo della FDA e quello della NOAA

È importante distinguere le competenze delle due autorità statunitensi.

La FDA interviene principalmente nella gestione degli stabilimenti e delle dichiarazioni attraverso il sistema ELM.

La NOAA Seafood Inspection Program è invece responsabile del rilascio dei certificati di esportazione per i prodotti ittici statunitensi destinati all’Unione Europea. NOAA sta aggiornando le proprie istruzioni operative per la richiesta dei nuovi certificati semplificati.

Per l’operatore europeo, la conseguenza pratica è che la conformità della spedizione dipenderà dalla corretta gestione di più elementi documentali, non da un’unica dichiarazione.

Attenzione: certificato sanitario e certificato di cattura sono documenti diversi

Un punto particolarmente importante per gli importatori europei riguarda la distinzione tra:

1. certificazione sanitaria per l’ingresso nell’UE

e

2. documentazione relativa alla legalità delle catture e alla normativa IUU.

I due sistemi non devono essere confusi.

Per i prodotti di pesca di cattura soggetti alla normativa europea contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IUU), continuano ad applicarsi gli specifici requisiti relativi alla documentazione delle catture.

NOAA indica che, per i prodotti statunitensi soggetti al sistema CATCH, il documento relativo alle catture viene predisposto negli Stati Uniti e successivamente utilizzato dall’importatore europeo nel sistema TRACES NT/CATCH.

Questo significa che il nuovo certificato sanitario non sostituisce automaticamente la documentazione IUU/CATCH.

L’importatore europeo dovrà quindi continuare a verificare, quando applicabile, che la documentazione relativa alle catture sia corretta e disponibile prima dell’arrivo della merce.

CATCH: un ulteriore elemento da verificare

Per i prodotti di pesca di cattura interessati dalla normativa IUU, la gestione della documentazione coinvolge direttamente anche l’importatore europeo.

Secondo le indicazioni NOAA, per i prodotti statunitensi soggetti a CATCH:

  • l’esportatore USA deve ottenere la documentazione relativa alla cattura;
  • le informazioni devono riflettere correttamente specie, quantitativi, date e aree di cattura, imbarcazioni e Stato di bandiera;
  • il documento statunitense viene utilizzato dall’importatore UE per completare e validare il certificato CATCH in TRACES NT;
  • la documentazione deve coprire adeguatamente le materie prime utilizzate anche nel caso di prodotti trasformati.

Per questo motivo, la gestione della conformità non dovrebbe essere limitata al momento dell’arrivo della merce in dogana.

È consigliabile che importatore ed esportatore condividano e verifichino la documentazione prima della spedizione.

Cosa dovrebbe fare quindi un importatore europeo?

Il 3 settembre 2026 non dovrebbe essere considerato soltanto come una scadenza che riguarda il fornitore statunitense.

Per gli importatori europei rappresenta un buon momento per effettuare una verifica preventiva della propria supply chain.

In particolare, consigliamo di:

1. Identificare i fornitori USA interessati

Verificare quali fornitori statunitensi esportano attualmente prodotti ittici verso la propria azienda e quali prodotti saranno interessati dalle nuove procedure.

2. Verificare la documentazione richiesta

Chiedere ai fornitori conferma che siano già al corrente delle nuove procedure FDA/NOAA e che abbiano predisposto la documentazione necessaria.

3. Distinguere acquacoltura e pesca di cattura

La tipologia del prodotto può determinare obblighi documentali differenti.

4. Controllare CATCH e la documentazione IUU

Per i prodotti di pesca soggetti alla normativa IUU, verificare che la documentazione delle catture sia disponibile e correttamente gestibile attraverso TRACES NT.

5. Prestare attenzione alle spedizioni a cavallo del 3 settembre

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle spedizioni programmate tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.

È opportuno concordare preventivamente con il fornitore quale procedura verrà utilizzata e quali documenti accompagneranno la partita.

Un cambiamento che richiede coordinamento lungo tutta la filiera

Il nuovo sistema evidenzia ancora una volta l’importanza di una corretta collaborazione tra esportatore statunitense, importatore europeo, autorità competenti e operatori logistici.

Per l’importatore, infatti, una documentazione incompleta o non coerente può trasformarsi in ritardi nella gestione della spedizione, difficoltà nelle procedure di importazione o necessità di acquisire documenti integrativi.

Il controllo documentale dovrebbe quindi essere effettuato prima della partenza della merce, e non soltanto al momento dell’arrivo nell’UE.

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