Contesto normativo
La prevenzione delle cadute dall’alto resta una priorità assoluta nei cantieri temporanei o mobili. Il D.Lgs. 81/2008 individua nelle protezioni collettive, come i parapetti, la prima linea di difesa per ridurre il rischio di infortunio grave e mortale.
In questo quadro, INAIL ha pubblicato nell’agosto 2026 il Quaderno per immagini “Parapetti”, una pubblicazione tecnica illustrata, tradotta in cinque lingue, dedicata ai sistemi di protezione dei bordi. Il documento è stato realizzato dal Dipartimento Innovazioni Tecnologiche (DIT) dell’Istituto e punta a rendere immediatamente comprensibili, attraverso schemi grafici dettagliati, le configurazioni corrette dei parapetti e le situazioni di rischio più frequenti.
Parallelamente, il sistema normativo tecnico si è aggiornato con le nuove versioni delle norme UNI EN 13374:2025 (parapetti provvisori) e UNI 12996:2025 (parapetti permanenti), che introducono requisiti più chiari su geometrie, metodi di prova e condizioni d’uso.
Cosa cambia operativamente
La combinazione tra la guida INAIL e l’aggiornamento delle norme UNI sposta l’attenzione su tre aspetti operativi:
- Scelta del sistema più adatto: la norma UNI EN 13374 definisce tre classi di parapetti provvisori, in funzione dell’inclinazione della superficie e dell’altezza di caduta. La nuova versione rafforza i criteri per selezionare la classe corretta in base allo scenario reale di lavoro.
- Corretta installazione e configurazione: il Quaderno INAIL illustra nel dettaglio i componenti tipici di un parapetto provvisorio (montante, corrente principale, corrente intermedio, tavola fermapiede) e mostra, con disegni quasi “auto-esplicativi”, come devono essere assemblati e ancorati per garantire la stabilità e l’efficacia.
- Attenzione agli scenari di rischio: la pubblicazione evidenzia situazioni concrete di infortunio, come inciampo e scivolamento verso il bordo, aiutando RSPP, Coordinatori e capicantiere a riconoscere le criticità già in fase di pianificazione e di sopralluogo.
Per i parapetti permanenti, la UNI 12996:2025 aggiorna i requisiti per le soluzioni fisse in metallo, vetro o altri materiali, comprese le configurazioni con contrappeso, rendendo più stringenti le verifiche di resistenza e di geometria.
Chi è coinvolto
L’impatto di queste novità riguarda:
- Datori di lavoro delle imprese esecutrici, che devono garantire la corretta scelta, installazione e manutenzione dei parapetti in cantiere.
- RSPP e dirigenti, chiamati a valutare i rischi di caduta dall’alto e a definire le misure di protezione collettiva più idonee nel POS e nel PiMUS (quando previsto).
- Coordinatori per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione (CSP/CSE), che devono verificare la coerenza delle soluzioni adottate con il PSC e con la normativa vigente.
- Preposti e lavoratori, che utilizzano quotidianamente le protezioni collettive e devono essere formati a riconoscerne le criticità e a segnalare tempestivamente eventuali anomalie.
Rischi sanzionatori
Un utilizzo non conforme dei parapetti espone a:
- Sanzioni amministrative e penali previste dal D.Lgs. 81/2008 per mancata o inadeguata protezione contro le cadute dall’alto.
- Responsabilità in caso di infortunio, con possibili conseguenze civili e penali per datore di lavoro, dirigenti, preposti e, in alcuni contesti, per i Coordinatori.
- Contestazioni in sede ispettiva, soprattutto in presenza di parapetti privi di fermapiede, con geometrie non conformi, ancoraggi inadeguati o sistemi installati su superfici non idonee.
La pubblicazione INAIL e le nuove norme UNI non creano di per sé nuovi obblighi di legge, ma rappresentano un riferimento tecnico forte per dimostrare l’adozione di misure di prevenzione adeguate e conformi allo stato dell’arte.
Cosa fare ora (checklist operativa)
Per allinearsi alle indicazioni della guida INAIL e alle norme UNI aggiornate, è utile verificare in cantiere i seguenti punti:
- Presenza e continuità delle protezioni
- Tutti i bordi esposti a rischio di caduta sono protetti da parapetti o sistemi equivalenti?
- I parapetti sono continui, senza interruzioni non giustificate?
- Geometria e componenti
- Sono presenti montante, corrente principale, corrente intermedio e tavola fermapiede dove richiesti?
- Le altezze e le distanze tra i correnti rispettano i requisiti della classe prevista (UNI EN 13374)?
- Stabilità e ancoraggi
- I montanti sono fissati in modo stabile alla struttura o al piano di lavoro?
- Nei sistemi con contrappeso, il posizionamento e il dimensionamento sono conformi alle istruzioni del fornitore e alla norma?
- Stato di manutenzione
- I parapetti sono privi di deformazioni, corrosione avanzata o elementi danneggiati?
- Dopo eventi straordinari (urto, tempesta, modifiche al cantiere) è stata effettuata una verifica specifica?
- Formazione e informazione
- I lavoratori sono stati formati sui rischi di caduta dall’alto e sull’uso corretto delle protezioni collettive?
- Preposti e capicantiere sanno riconoscere le situazioni di non conformità e attivare le correzioni?
- Documentazione
- Nel POS/PSC sono descritte le soluzioni adottate per la protezione dei bordi?
- Sono disponibili le istruzioni del fornitore e, ove pertinente, i riferimenti alle norme tecniche applicate?
Questa verifica può essere integrata nei controlli periodici di cantiere e nelle ispezioni congiunte con il Coordinatore.
Se la tua azienda opera in cantieri temporanei o mobili, o gestisce regolarmente lavori in quota, è il momento di verificare che i sistemi di parapetto adottati siano coerenti con le nuove indicazioni INAIL e con le norme UNI EN 13374:2025 e UNI 12996:2025.
Il nostro team può supportarti nella:
- revisione delle soluzioni di protezione collettiva previste nei POS e nei PSC;
- verifica in cantiere della conformità dei parapetti installati;
- formazione specifica per RSPP, Coordinatori, preposti e lavoratori sui rischi di caduta dall’alto e sull’uso corretto delle protezioni.
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