L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato il Rapporto annuale 2025 sulle attività di identificazione dei rischi emergenti e di horizon scanning, approvato il 7 luglio 2026. Il documento fotografa i segnali che potrebbero trasformarsi in rischi concreti per la filiera agroalimentare nei prossimi anni e indica alle imprese dove concentrare l’attenzione per aggiornare in modo dinamico la propria gestione della sicurezza alimentare.
Il rapporto non introduce nuovi obblighi normativi diretti, ma offre alle aziende alimentari elementi utili per rivedere l’analisi dei pericoli, la valutazione dei rischi, il controllo dei fornitori, la gestione del packaging e il monitoraggio delle innovazioni. Per QA manager, titolari di imprese alimentari e responsabili di funzione, si tratta di uno strumento per anticipare criticità prima che diventino non conformità, richiami o sanzioni.
Contesto normativo e ruolo del rapporto EFSA
EFSA svolge, ai sensi del Regolamento (CE) n. 178/2002, un’attività strutturata di individuazione e caratterizzazione dei rischi emergenti nel proprio ambito di competenza (alimenti, mangimi, salute animale e vegetale, fattori ambientali). Il rapporto 2025 descrive come l’Agenzia abbia rafforzato la capacità di anticipare e rispondere a tali rischi attraverso un sistema integrato che combina emerging risk identification e horizon scanning.
Nel 2025 sono stati esaminati 55 temi, di cui 43 analizzati in profondità e 25 caratterizzati mediante processi strutturati che hanno coinvolto la rete EREN (Emerging Risks Exchange Network) e il gruppo di discussione degli stakeholder. Quattro questioni sono state classificate come rischi emergenti; molte altre richiedono ulteriori informazioni, riflettendo l’incertezza tipica dei segnali precoci e la necessità di monitoraggio continuo.
Contaminanti e pericoli biologici rappresentano la quota maggiore delle preoccupazioni identificate, confermando pressioni già note sulla filiera. Le attività di horizon scanning hanno invece individuato driver più ampi: innovazioni tecnologiche, cambiamenti ambientali, sviluppi geopolitici e trend di consumo.
Cosa cambia operativamente per le aziende alimentari
Il rapporto EFSA non modifica direttamente gli obblighi previsti dal pacchetto igiene, dal Regolamento (CE) n. 852/2004 o dalle norme sui materiali a contatto con gli alimenti. Tuttavia, fornisce indicazioni preziose per:
- Aggiornare l’analisi dei pericoli nei piani HACCP e nei piani di sicurezza dei mangimi.
- Rivedere le specifiche di acquisto e i controlli sui fornitori, soprattutto per materie prime innovative o ad alto rischio di frode.
- Rafforzare la gestione dei materiali da contatto con gli alimenti, in particolare quelli bio-based, biodegradabili e riciclati.
- Monitorare le innovazioni (es. nuove tecnologie di produzione, nuovi ingredienti, nuovi sistemi di packaging) prima della loro introduzione in azienda.
- Integrare nei sistemi di gestione (ISO 22000, FSSC 22000, IFS Food, BRCGS) un approccio più dinamico alla valutazione dei rischi emergenti.
In pratica, il rapporto invita a passare da una logica puramente “conforme alla norma” a una logica di “preparedness”: essere preparati a gestire segnali deboli prima che diventino emergenze.
Chi è coinvolto: filiere e funzioni aziendali più esposte
Alcune filiere e funzioni aziendali sono più direttamente interessate dai segnali descritti nel rapporto:
- Industria della trasformazione alimentare (prodotti fermentati, conserve, piatti pronti, prodotti ittici, bevande vegetali).
- Aziende che utilizzano materiali da contatto con gli alimenti (packaging primario e secondario, film, coating, materiali bio-based e biodegradabili).
- Operatori della GDO e della ristorazione collettiva, soprattutto per la gestione di prodotti deperibili e di ricette “home-made” o artigianali.
- Responsabili qualità, HACCP, R&D, acquisti e supply chain, chiamati a integrare i nuovi segnali nei sistemi di gestione e nei piani di controllo.
- Aziende che sviluppano o utilizzano innovazioni (vertical farming, nuovi ingredienti, edible coatings, edible electronics, proteine innovative).
I quattro rischi emergenti identificati da EFSA nel 2025
EFSA ha classificato come rischi emergenti quattro tematiche, tutte rilevanti per la sicurezza alimentare e la gestione aziendale.
1. Materiali bio-based e biodegradabili per il contatto con gli alimenti
L’aumento dell’uso di materiali bio-based, biodegradabili e di origine naturale per il packaging e il contatto con gli alimenti può alterare i profili di esposizione e introdurre nuovi contaminanti: residui di pesticidi, contaminanti ambientali, allergeni e miscele complesse con caratterizzazione incerta e potenziale migratorio non completamente noto.
Per le aziende, questo significa:
- Richiedere ai fornitori dichiarazioni di conformità aggiornate
- Verificare la presenza di dati di migrazione globale e specifica, anche per miscele complesse.
- Valutare la stabilità del materiale nelle condizioni reali di utilizzo (temperatura, tempo, tipo di alimento).
- Aggiornare le specifiche di acquisto e i controlli in ingresso per i nuovi materiali sostenibili.
2. Acido bongkrekico negli alimenti fermentati
Un caso fatale di intossicazione da acido bongkrekico in Nord America, legato a fermentazioni domestiche di mais, ha evidenziato i rischi associati a tossine prodotte da Burkholderia gladioli. Le condizioni più calde e le pratiche di fermentazione non controllate possono favorire la produzione di questa tossina, difficile da rilevare con la sola ispezione sensoriale.
Implicazioni per le imprese:
- Rafforzare le buone pratiche di fermentazione (controllo di temperatura, pH, tempi, igiene).
- Formare il personale sui rischi legati alle fermentazioni “artigianali” o non standardizzate.
- Valutare, dove pertinente, l’opportunità di test specifici per tossine in prodotti fermentati ad alto rischio.
3. Uso illecito del Cafodos come conservante del pesce
Il Cafodos (citrato di sodio + perossido di idrogeno) può mascherare il deterioramento del pesce preservandone l’aspetto, consentendo la vendita di prodotti contaminati da istamina. Un focolaio passato, legato ad acciughe adulterate, ha mostrato le difficoltà di rilevamento, dato che il composto si decompone rapidamente. Nuovi metodi analitici (multi-omics, spettroscopia Raman, NIR) sono in sviluppo per identificare i cambiamenti proteolitici e portare alla luce più casi di adulterazione.
Per la filiera ittica e la GDO:
- Intensificare i controlli sui fornitori di prodotti ittici deperibili.
- Monitorare i parametri di freschezza e istamina con protocolli robusti.
- Considerare, in ottica di food fraud, l’adozione di tecniche analitiche avanzate per l’identificazione di adulterazioni sofisticate.
4. Resistenza ai farmaci antiparassitari
La resistenza multidrug negli elminti trasmessi dal suolo (STHs) negli allevamenti è legata a cambiamenti climatici, uso eccessivo di antiparassitari e pratiche di pascolo non ottimali. La FAO segnala perdite economiche negli allevamenti dei Paesi a basso reddito, mentre gli scienziati avvertono di rischi di co-selezione legati all’uso di alternative nanoparticellari e alla loro persistenza ambientale.
Implicazioni per la filiera zootecnica e dei mangimi:
- Rivedere i piani di trattamento antiparassitario, privilegiando approcci integrati.
- Monitorare l’efficacia dei trattamenti e la comparsa di ceppi resistenti.
- Integrare nei sistemi di gestione della sicurezza dei mangimi la valutazione del rischio di resistenza.
Altri segnali da monitorare: horizon scanning e trend di medio-lungo periodo
Oltre ai quattro rischi emergenti, il rapporto EFSA descrive numerosi segnali che richiedono ulteriori informazioni o che potrebbero diventare rilevanti nel medio-lungo periodo. Tra questi:
- Proteine progettate con l’intelligenza artificiale: strumenti di AI possono progettare proteine sintetiche che mimano tossine o componenti virali, eludendo i software di biosecurity attuali. EFSA segnala lacune nella valutazione di allergenicità, sicurezza tossicologica e nutrizionale di queste proteine “new-to-nature”.
- Integratori contenenti sostanze vegetali con tossicità predetta (QSAR): il Compendio Botanico EFSA include oltre 1.000 sostanze vegetali potenzialmente preoccupanti, per le quali esistono dati sperimentali solo per una parte. L’uso di modelli QSAR per prevedere la tossicità pone interrogativi su come ponderare tali previsioni nella valutazione del rischio.
- Arsenico inorganico nelle bevande vegetali a base di riso: studi finlandesi hanno rilevato livelli bassi ma non trascurabili di arsenico inorganico in bevande a base di riso, con possibili implicazioni per consumatori vulnerabili (es. bambini con allergia al lattosio che le utilizzano come bevanda principale).
- Contaminazione da cesio-137 in prodotti ittici importati: nel 2025 è stata rilevata contaminazione da cesio-137 in gamberi e altri prodotti alimentari originari dell’Indonesia, a seguito di un incidente che ha coinvolto metallo contaminato. I livelli erano al di sotto delle soglie per effetti acuti, ma hanno portato a richiami precauzionali e a riflessioni sui sistemi di early warning.
- Food fraud e modelli computazionali: il progetto FFRAUD-ER ha sviluppato un modello computazionale per identificare, a partire dai dati storici di frodi alimentari, incidenti che possono agire come driver di rischi emergenti. EFSA continuerà ad applicare il modello ai rapporti mensili JRC sulle frodi e alle segnalazioni di sospette frodi della rete UE.
- Evoluzione della normativa su imballaggi e rifiuti: le recenti revisioni della direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti (PPWD e WFD) introducono nuove considerazioni per la sicurezza alimentare, in particolare per biopolimeri marini (es. da alghe) e per sostanze non intenzionalmente aggiunte nei materiali plastici riciclati.
Questi segnali non costituiscono, al momento, rischi emergenti formalizzati, ma rappresentano aree in cui le aziende più proattive possono già iniziare a raccogliere dati, formare il personale e aggiornare le proprie valutazioni.
Rischi sanzionatori e reputazionali
Ignorare i segnali descritti nel rapporto EFSA non comporta di per sé una sanzione diretta, ma può aumentare il rischio di:
- Non conformità in audit di seconda e terza parte (IFS, FSSC 22000, BRCGS, ISO 22000), qualora l’analisi dei pericoli risulti statica e non aggiornata rispetto a evidenze scientifiche disponibili.
- Richiami di prodotto per contaminanti non previsti, frodi non individuate o materiali da contatto non adeguatamente valutati.
- Controlli ufficiali più severi, soprattutto in filiere ad alto rischio (ittico, fermentati, integratori, packaging innovativo).
- Danni reputazionali, in caso di incidenti legati a rischi emergenti non presidiati.
I sistemi di gestione della sicurezza alimentare richiedono, per loro natura, un aggiornamento continuo basato su nuove informazioni scientifiche, incidenti e trend di mercato. Il rapporto EFSA 2025 fornisce proprio questo tipo di input.
Cosa fare ora: checklist operativa per le imprese
Sulla base del rapporto EFSA 2025, le aziende alimentari possono attivare un piano di azione strutturato. Di seguito una checklist operativa, adattabile in base alla filiera e alla complessità aziendale.
Analisi dei pericoli e valutazione dei rischi
- Rivedere l’analisi dei pericoli HACCP e i piani di sicurezza dei mangimi alla luce dei quattro rischi emergenti identificati da EFSA.
- Valutare se aggiornare i CCP, i PRP-op e i limiti critici per processi che coinvolgono fermentazioni, prodotti ittici deperibili, materiali da contatto innovativi.
- Integrare, dove pertinente, i segnali di horizon scanning (es. proteine AI, sostanze vegetali con tossicità predetta, arsenico in bevande vegetali) come “rischi potenziali da monitorare”.
Fornitori e materie prime
- Richiedere ai fornitori di packaging bio-based, biodegradabile e riciclato:
- Dichiarazioni di conformità aggiornate.
- Dati di migrazione globale e specifica.
- Informazioni su miscele complesse e sostanze non intenzionalmente aggiunte.
- Per i fornitori di prodotti ittici, fermentati e integratori botanici:
- Rafforzare le specifiche di acquisto.
- Introdurre o potenziare test mirati (istamina, tossine, contaminanti, screening frodi).
- Valutare l’opportunità di audit di seconda parte su fornitori ad alto rischio.
Packaging e materiali a contatto con gli alimenti
- Mappare tutti i materiali da contatto in uso (primari e secondari), con particolare attenzione a:
- Materiali bio-based e biodegradabili.
- Materiali riciclati e derivanti da filiere circolari.
- Coating edibili, film intelligenti, materiali con nanomateriali.
- Verificare la conformità normativa e la completezza dei dossier tecnici.
- Aggiornare le procedure di gestione dei materiali a contatto (ricevimento, stoccaggio, utilizzo, tracciabilità).
Innovazione e nuovi prodotti
- Prima di introdurre nuovi ingredienti, nuove tecnologie di produzione o nuovi packaging, effettuare una valutazione specifica che includa:
- Analisi dei pericoli emergenti.
- Valutazione di possibili contaminanti e miscele complesse.
- Verifica della conformità normativa (Novel Food, materiali a contatto, integratori, ecc.).
- Documentare le valutazioni effettuate e conservare la traccia decisionale nel sistema di gestione.
Formazione e consapevolezza
- Formare il personale (produzione, qualità, acquisti, R&D) sui principali rischi emergenti segnalati da EFSA.
- Inserire nei programmi di formazione interna moduli dedicati a:
- Fermentazioni sicure e gestione dei rischi microbiologici e tossinici.
- Riconoscimento di segnali di frode alimentare nella filiera ittica e non solo.
- Gestione corretta dei materiali da contatto innovativi.
Monitoraggio e aggiornamento continuo
- Designare una figura (o un team) responsabile del monitoraggio periodico di:
- Rapporti annuali EFSA su rischi emergenti e horizon scanning.
- Bollettini e newsletter di autorità nazionali (es. Ministero della Salute).
- Segnalazioni di richiami e allerte RASFF.
- Integrare nel riesame della direzione un punto dedicato ai rischi emergenti e alle azioni intraprese.
Il Rapporto EFSA 2025 sui rischi emergenti e l’horizon scanning è uno strumento strategico per le imprese alimentari che vogliono passare da una conformità statica a una gestione dinamica e proattiva della sicurezza alimentare. Utilizzarlo per aggiornare l’analisi dei pericoli, i controlli sui fornitori, la gestione del packaging e il monitoraggio delle innovazioni significa ridurre il rischio di non conformità, richiami e danni reputazionali.
Progest supporta le aziende alimentari nell’interpretazione di questi segnali e nella loro traduzione in azioni concrete: dall’aggiornamento dei piani HACCP e dei sistemi di gestione, alla revisione delle specifiche di acquisto e dei controlli sui fornitori, fino alla formazione del personale e alla predisposizione di check-list operative su misura.
Per ulteriori informazioni contatta il nostro team o il tuo consulente di riferimento.












