Il D. Lgs. 207/2025 recepisce in Italia la direttiva UE 2024/1438 e interessa in modo diretto le aziende che producono, confezionano o commercializzano miele, succhi di frutta, confetture, gelatine, marmellate e taluni prodotti a base di latte conservato.

Le nuove disposizioni si applicano dal 14 giugno 2026; i prodotti già immessi sul mercato o etichettati prima di tale data possono essere venduti fino a esaurimento scorte.

Per i produttori il tema è quindi operativo: etichette, formulazioni, specifiche e documentazione vanno rivisti prima della scadenza.

Miele: origine, miscele e tracciabilità

Per il miele il decreto rafforza l’informazione sull’origine. Il Paese o i Paesi in cui il miele è stato raccolto devono comparire in etichetta e, nel caso di miscele, devono essere indicati in ordine decrescente di peso con la relativa percentuale. Per confezioni sotto i 30 grammi è ammesso l’uso del codice ISO a due lettere. Le imprese devono quindi verificare non solo il layout grafico, ma anche la coerenza tra dichiarazioni dei fornitori, lotti e documentazione di tracciabilità.

Un altro punto rilevante riguarda il miele per uso industriale, che deve riportare la dicitura “unicamente ad uso culinario”. Anche in questo caso la conformità va verificata a monte, perché l’etichetta finale deve riflettere esattamente la categoria di prodotto immessa sul mercato.

Succhi di frutta: nuove categorie e claims

Per i produttori di succhi, nettari e prodotti analoghi, la novità principale è l’introduzione delle categorie a tasso ridotto di zuccheri. La riduzione deve essere almeno del 30 per cento rispetto al succo di riferimento e il prodotto deve mantenere le caratteristiche essenziali previste dalla normativa. Il decreto chiarisce inoltre come devono essere riportate in etichetta le diciture “da concentrato” o “parzialmente da concentrato”, che devono comparire accanto alla denominazione di vendita in modo ben visibile.

Per le aziende questo significa aggiornare ricette, specifiche tecniche, controlli di processo e testi etichetta. Se il prodotto usa claim come “contiene solo zuccheri naturalmente presenti”, la dicitura deve essere collocata nello stesso campo visivo della denominazione di vendita e supportata da una formulazione coerente con la composizione reale.

Confetture, gelatine e marmellate: composizione e denominazioni

Anche il comparto confetture richiede una revisione puntuale. Il decreto aggiorna le definizioni di confettura, confettura extra, marmellata di agrumi e marmellata gelatina, con effetti diretti sulle ricette e sulle percentuali minime di frutta. Per i produttori questo comporta una verifica delle formulazioni esistenti, soprattutto per i prodotti commercializzati con denominazioni tradizionali o con varianti che potrebbero non essere più perfettamente allineate alle nuove definizioni.

Le indicazioni in etichetta devono inoltre essere redatte in modo chiaro, leggibile e nello stesso campo visivo della denominazione del prodotto. È quindi opportuno controllare non solo la conformità giuridica, ma anche l’impostazione grafica delle etichette e la gestione delle versioni esistenti in magazzino.

Latte conservato: trattamento del lattosio

Per i prodotti a base di latte conservato, il decreto autorizza il trattamento di riduzione del lattosio mediante conversione in glucosio e galattosio. Le imprese che producono questi articoli devono però assicurare che la modifica compositiva sia dichiarata in modo chiaro sull’imballaggio, con caratteri leggibili e indelebili. Anche qui il tema è duplice: adeguamento tecnico del processo e adeguamento documentale dell’etichettatura.

Cosa devono fare i produttori adesso

Le aziende interessate dovrebbero avviare subito un check interno su quattro livelli: formulazioni, etichette, documentazione di tracciabilità e gestione delle scorte.

Checklist operativa:

  • verificare la conformità delle etichette attuali
  • allineare le specifiche di prodotto alle nuove definizioni
  • controllare i dati di origine, composizione e denominazione
  • programmare il rientro delle vecchie bobine e degli stock etichettati in modo obsoleto
  • aggiornare procedure interne

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