Dal 20 novembre 2025 è in vigore la UNI 11719:2025 — Guida alla scelta, all’uso e alla manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie — pubblicata in applicazione alla UNI EN 529:2006. Si tratta della prima norma tecnica italiana organica dedicata agli APVR e introduce obblighi documentali e organizzativi concreti per le aziende che li utilizzano.
Contesto normativo
Gli APVR sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) soggetti al Regolamento UE 2016/425 e all’art. 79 del D.Lgs. 81/2008, che disciplina i criteri di scelta e uso dei DPI rimandando alle edizioni più aggiornate delle norme UNI. Con il D.L. 146/2021 (conv. L. 215/2021), il comma 2-bis dell’art. 79 ha confermato che — fino all’adozione di uno specifico decreto ministeriale — restano ferme le disposizioni del decreto del Ministro del lavoro del 2 maggio 2001, aggiornato con le edizioni delle norme UNI più recenti. Questo rende la UNI 11719:2025 il riferimento tecnico di buona pratica applicabile oggi.
La norma copre tutti gli APVR filtranti e isolanti utilizzati in ambienti di lavoro ordinari, escludendo le attività in immersione, le esposizioni a particolato radioattivo e alle nanoparticelle.
La novità centrale: il Programma di Protezione delle Vie Respiratorie (PPVR)
Il cuore della UNI 11719:2025 è la formalizzazione del Programma di Protezione delle Vie Respiratorie (PPVR): un documento strutturato in sette fasi che l’azienda deve redigere, attuare e aggiornare ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro o i dispositivi in dotazione.
Le sette fasi del PPVR sono:
- Definizione dei ruoli e dei compiti
- Identificazione dei rischi, valutazione dell’adeguatezza e dell’idoneità degli APVR
- Definizione delle procedure d’uso (filtri, indossamento, svestizione, segnalazione difetti)
- Programma di manutenzione in funzione del tipo di APVR e dei rischi presenti
- Istruzioni per la gestione degli APVR (immagazzinamento, trasporto, conservazione)
- Programma di formazione e addestramento
- Compilazione delle registrazioni
Il PPVR deve essere integrato nel sistema di gestione della salute e sicurezza, se presente, e deve essere parte della politica aziendale SSL.
I ruoli definiti dalla norma
La UNI 11719:2025 definisce con precisione le figure coinvolte:
- Responsabile del PPVR: coordina l’intero programma, valuta i rischi respiratori, sceglie i dispositivi, organizza la formazione e verifica il controllo periodico. Deve avere competenze almeno equivalenti a quelle dell’ASPP. La responsabilità ultima ricade comunque sul datore di lavoro.
- Addestratore: persona con esperienza pratica documentata, incaricata di somministrare l’addestramento ai portatori.
- Supervisore: coincide generalmente con il preposto (D.Lgs. 81/2008) e verifica l’applicazione delle procedure del PPVR.
- Portatore: deve ricevere formazione teorica e addestramento pratico prima di utilizzare qualsiasi APVR.
- Medico competente: coinvolto nella valutazione dell’idoneità del portatore all’uso dell’APVR.
Scelta dell’APVR: il metodo FPO > FPnec
La norma struttura la scelta degli APVR su tre livelli:
1. Identificazione dei rischi
Natura fisica e chimica degli inquinanti, verifica della concentrazione di ossigeno, valutazione di temperatura, umidità, atmosfere potenzialmente esplosive e carico di lavoro del portatore.
2. Valutazione dell’adeguatezza
Tramite il confronto tra il Fattore di Protezione Operativo (FPO) dell’APVR e il Fattore di Protezione Necessario (FPnec), calcolato come rapporto tra la concentrazione dell’inquinante e il VLEP. L’APVR è adeguato solo se FPO > FPnec.
3. Valutazione dell’idoneità
Tramite Fit Test (qualitativo o quantitativo), obbligatorio per tutti gli APVR con facciale a tenuta, ad eccezione di quelli destinati alla fuga. Il Fit Test va eseguito almeno ogni 3 anni e ogni volta che cambia il dispositivo o le caratteristiche fisiche del portatore rilevanti per la tenuta.
Formazione e addestramento: durate minime
La UNI 11719:2025 fissa le durate minime consigliate per formazione teorica e addestramento pratico, con rapporto consigliato di 1:2 (1 ora teorica ogni 2 ore pratiche):
| Tipologia APVR | Ore totali |
| APVR filtranti (particolato, gas, combinati) | 4 |
| Elettrorespiratore a filtro | 4 |
| Respiratori non autonomi (presa d’aria / linea) | 4 |
| Autorespiratore a circuito aperto (aria compressa) | 8 |
| Autorespiratore a circuito chiuso (O₂ compresso/chimico) | 8 |
| Respiratore/autorespiratore destinato alla fuga | 1 |
L’aggiornamento della formazione teorica va ripetuto almeno ogni 5 anni. Per gli APVR filtranti e isolanti non utilizzati frequentemente, l’addestramento pratico è consigliato almeno una volta l’anno.
Chi è coinvolto
La norma riguarda qualsiasi azienda in cui i lavoratori utilizzino APVR come DPI, con priorità per i settori:
- Chimico, petrolchimico, farmaceutico
- Metalmeccanico e fonderie
- Cantieristica, costruzioni, demolizioni (polveri, amianto)
- Industria alimentare con uso di gas/vapori
- Gestione emergenze (addetti antincendio, HAZMAT)
- Laboratori di ricerca e analisi
Rischi sanzionatori
L’assenza di un PPVR conforme alla UNI 11719:2025 — o la mancata adozione delle misure di scelta, formazione e addestramento previste — può configurare:
- Violazione dell’art. 79 del D.Lgs. 81/2008 (criteri di scelta e uso dei DPI): sanzione penale a carico del datore di lavoro
- Rilievi in audit di certificazione (ISO 45001, BRCGS, FSSC 22000) per assenza di procedure documentate sui DPI respiratori
- Responsabilità aggravata del datore di lavoro in caso di infortunio o malattia professionale, se emerge la mancata applicazione dei criteri della norma
Cosa fare ora – Checklist operativa
✅ Verificare se in azienda è già presente un PPVR strutturato — in caso contrario, avviarne la redazione
✅ Nominare il Responsabile del PPVR (RSPP o figura delegata con competenze equivalenti a ASPP)
✅ Eseguire o aggiornare la valutazione del rischio respiratorio per ogni mansione esposta
✅ Verificare che gli APVR in dotazione abbiano FPO > FPnec per ogni inquinante presente
✅ Pianificare ed eseguire il Fit Test per tutti i portatori di facciali a tenuta
✅ Verificare che formazione teorica e addestramento pratico rispettino le durate minime della norma
✅ Aggiornare il registro della formazione e pianificare aggiornamenti teorici (5 anni) e pratici (annuali)
✅ Integrare il PPVR nel sistema di gestione SSL aziendale (ISO 45001 / DVR)
✅ Confrontare la formazione già somministrata prima del 20 novembre 2025 con i requisiti della nuova norma e pianificare eventuali integrazioni
Per approfondimenti il nostro team è a disposizione.