La nuova ISO 11228-3:2026, seconda edizione della norma ergonomica dedicata alla movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza e ai movimenti ripetitivi e agli sforzi degli arti superiori.
La revisione sostituisce la precedente ISO 11228-3:2007 e rappresenta un aggiornamento tecnico rilevante per tutte le aziende che gestiscono attività manuali ripetitive, anche in presenza di carichi modesti ma ad alta frequenza. La norma è richiamata come riferimento tecnico per gli obblighi dell’art. 168 e dell’Allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008.
Contesto normativo
La ISO 11228-3 è una delle norme della serie ISO 11228 sulla movimentazione manuale. La sua funzione è fornire criteri ergonomici per identificare e valutare il rischio associato ai compiti ripetitivi svolti con gli arti superiori. La norma è uno strumento pensato per valutare i fattori di rischio più comuni nei lavori a elevata ripetitività: frequenza delle azioni, durata dell’esposizione, posture, forze applicate, organizzazione del lavoro e livello di addestramento del lavoratore.
Nel sistema italiano, il collegamento è diretto. L’art. 168 del D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di evitare, ove possibile, la movimentazione manuale e, quando non eliminabile, di ridurre il rischio tenendo conto dell’Allegato XXXIII. Quest’ultimo elenca proprio gli elementi di riferimento e i fattori individuali di rischio da considerare per prevenire le patologie da sovraccarico biomeccanico.
Cosa cambia con la nuova ISO 11228-3
La seconda edizione della ISO 11228-3 non stravolge ma aggiorna l’impianto generale della norma con alcune novità metodologiche in merito agli strumenti e criteri di valutazione del rischio. In particolare, viene introdotto:
- un nuovo metodo di valutazione rapido (Allegato B) strutturato con un modello operativo a domande sì/no che permette di classificare le condizioni come accettabili, critiche o intermedie senza strumenti di misura complessi né di competenze ergonomiche specifiche (sezione B.3, figura B.1);
- una rassegna comparativa di diversi metodi di valutazione dettagliata (Allegato C), tra cui OCRA checklist, OCRA index, ACGIH Hand Activity TLV, Revised Strain Index, HARM, DUET, EAWS e altri, tutti organizzati in tabelle che indicano per ciascuno, i criteri di inclusione, la validità e i settori di applicazione consigliati (tabella C.1);
- i criteri di inclusione e di validazione dei diversi metodi di valutazione (Allegato C), distinti in: metodi con validità predittiva (tabella C.2.1), con validità concorrente (tabella C.2.2) e senza validazione epidemiologica (tabella C.2.3). Questo consente agli operatori di scegliere gli strumenti con maggiore consapevolezza del loro livello di evidenza scientifica.
Perché è importante per le aziende
La ISO 11228-3:2026 interessa in particolare tutti i settori in cui il lavoro manuale è organizzato su cicli brevi e ripetitivi. I comparti più esposti sono industria, manifattura, logistica e tutti i contesti in cui gli arti superiori sono sottoposti a movimenti continui, forza, precisione e ripetizione.
Dal punto di vista operativo, la norma aiuta a intercettare i fattori che possono causare o aggravare i disturbi muscoloscheletrici degli arti superiori, come:
- frequenza delle azioni;
- durata dell’esposizione;
- posture e movimenti;
- forza richiesta;
- tempi di recupero insufficienti;
- fattori ambientali e organizzativi;
- livello di formazione e abilità.
Questa impostazione è rilevante anche per i sistemi di gestione ISO 45001, per le valutazioni ergonomiche di reparto e per le analisi di mansione nelle attività ripetitive.
Cosa fare ora
Le aziende che gestiscono attività ripetitive dovrebbero considerare subito questi passaggi:
✅ Verificare se le mansioni esposte rientrano nel campo di applicazione della ISO 11228-3.
✅ Aggiornare la valutazione ergonomica delle attività ripetitive degli arti superiori.
✅ Integrare i nuovi criteri della ISO 11228-3:2026 nei modelli di analisi del rischio.
✅ Confrontare la valutazione interna con gli strumenti metodologici richiamati dalla norma.
✅ Rivedere tempi ciclo, pause, rotazioni e organizzazione del lavoro.
✅ Coinvolgere RSPP, medico competente, preposti e consulenti ergonomici nelle revisioni.
✅ Verificare se la formazione degli addetti è coerente con i nuovi criteri di valutazione e prevenzione.
Rischi e impatto documentale
L’adozione di criteri aggiornati non è solo una scelta di buona tecnica. In caso di infortuni o disturbi muscoloscheletrici, la mancanza di una valutazione ergonomica adeguata può esporre l’azienda a contestazioni sulla gestione del rischio e sulla prevenzione. La norma rafforza quindi l’esigenza di documentare in modo più preciso l’analisi delle attività ripetitive e di integrare gli strumenti di valutazione utilizzati nel DVR
Per approfondimenti il nostro team è a disposizione.