È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 212 del 10 settembre 2024 il Decreto Legislativo n. 125 del 6 settembre 2024, che implementa la Direttiva 2022/2464/UE, nota come Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), riguardante la rendicontazione della sostenibilità aziendale.
La CSRD obbliga le grandi imprese a fornire informazioni non finanziarie, comprese quelle relative alla sostenibilità ambientale, agli investitori. È entrata in vigore il 5 gennaio 2023, sostituendo la precedente Direttiva 2014/95/UE (NFRD), attuata in Italia dal D. Lgs. 254/2016.
L’obiettivo principale della CSRD è migliorare la qualità dell’informativa sulla sostenibilità, rendendo i risultati ESG comparabili con quelli del bilancio tradizionale. Inoltre, mira a garantire l’accesso a informazioni dettagliate, chiare e standardizzate per investitori e stakeholder.
Principali Novità della CSRD e Ambito di Applicazione
La rendicontazione di sostenibilità, obbligatoria per le imprese secondo la CSRD, deve includere:
- Informazioni sull’impresa e sulle società del gruppo.
- Una breve descrizione del modello e della strategia aziendale, evidenziando:
- La resilienza del modello e della strategia rispetto ai rischi di sostenibilità.
- Le opportunità legate alla sostenibilità.
- Piani aziendali, se presenti, comprendenti azioni attuative e piani finanziari e di investimento, per garantire coerenza con la transizione verso un’economia sostenibile e la limitazione del riscaldamento globale, in linea con gli accordi internazionali.
- Considerazioni su come il modello e la strategia rispondano alle istanze dei portatori di interesse e il loro impatto sulla sostenibilità.
- Modalità di attuazione della strategia aziendale riguardante la sostenibilità.
- Obiettivi temporalmente definiti in ambito sostenibilità, tra cui:
- Obiettivi quantitativi di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2030 e il 2050.
- Descrizione dei progressi raggiunti.
- Dichiarazione sull’adeguatezza scientifica degli obiettivi ambientali.
- Ruolo degli organi di amministrazione e controllo in relazione alle questioni di sostenibilità.
- Descrizione di sistemi di incentivi per i membri degli organi amministrativi e di controllo, legati alla sostenibilità.
- Obiettivi e politiche aziendali in materia di sostenibilità.
- Procedure di due diligence relative a tali tematiche.
- Informazioni sulla catena di valore, inclusi prodotti, servizi, rapporti commerciali e filiera.
- Descrizione dei principali rischi legati alla sostenibilità e modalità di gestione adottate dall’impresa.
I soggetti obbligati devono indicare le procedure utilizzate per raccogliere le informazioni incluse nella relazione sulla gestione.
Sono previste deroghe per le PMI quotate e per enti piccoli e non complessi, come definito dal Regolamento (UE) n. 575/2013, e per le imprese di assicurazione captive secondo la Direttiva 2009/138/CE.
La rendicontazione di sostenibilità deve essere integrata nella relazione sulla gestione redatta ai sensi dell’art. 2428 c.c., formando una sezione specifica.
La relazione, inclusa la rendicontazione di sostenibilità, deve essere presentata in formato elettronico unico europeo (XHTML) come pagina web navigabile con marcature XBRL, per migliorarne l’accessibilità e collegarla al Punto di Accesso Unico Europeo (ESAP) in fase di realizzazione.
Inoltre, per garantire l’accesso gratuito alle informazioni di sostenibilità, l’impresa deve pubblicare la rendicontazione sul proprio sito web o, se non disponibile, fornire una copia cartacea su richiesta.
Obbligo di Rendicontazione
La rendicontazione di sostenibilità, obbligatoria per le imprese, deve includere:
- Informazioni sull’impresa e sul gruppo.
- Descrizione del modello e della strategia aziendale, evidenziando resilienza e opportunità legate alla sostenibilità.
- Piani aziendali per garantire transizione verso un’economia sostenibile.
- Modalità di attuazione della strategia e obiettivi temporalmente definiti, inclusi quelli di riduzione delle emissioni.
- Ruolo degli organi di amministrazione in relazione alla sostenibilità.
- Informazioni sulla catena di valore e sui rischi connessi alla sostenibilità.
Assicurazione della Rendicontazione
La rendicontazione deve essere certificata da un revisore legale, che verificherà il rispetto degli standard richiesti e fornirà un’analisi dettagliata per garantire la verificabilità dei dati.
Standard di Rendicontazione
Le imprese dovranno adottare l’European Sustainability Reporting Standard (ESRS), sviluppato dall’EFRAG. Saranno previsti standard specifici per le PMI.
Entrata in Vigore
Le disposizioni del decreto si applicano a partire da:
- 1° gennaio 2024: per grandi imprese e enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti.
- 1° gennaio 2025: per altre grandi imprese e società madri.
- 1° gennaio 2026: per PMI quotate e enti non complessi.
- 1° gennaio 2028: per la rendicontazione delle imprese di paesi terzi.
Le nuove norme mirano a garantire una maggiore trasparenza e responsabilità nella rendicontazione della sostenibilità, facilitando l’accesso alle informazioni per tutti gli stakeholder. Per maggiori informazioni contattare il vs consulente di riferimento