La Food and Drug Administration (FDA) sta portando avanti negli Stati Uniti un ampio processo di revisione dei coloranti alimentari sintetici a base petrolio, con l’obiettivo dichiarato di ridurne progressivamente la presenza nell’approvvigionamento alimentare americano.
Il percorso, avviato ufficialmente nell’aprile 2025, sta già producendo i primi effetti concreti e coinvolge sia le sostanze già oggetto di provvedimenti specifici, sia alcuni dei principali coloranti sintetici ancora ampiamente utilizzati dall’industria alimentare.
I coloranti alimentari autorizzati negli USA
Negli Stati Uniti, i coloranti alimentari autorizzati possono essere sostanzialmente suddivisi in due categorie.
La prima comprende i coloranti soggetti a certificazione, disciplinati dalla normativa prevista dal 21 CFR Part 74. Si tratta principalmente di coloranti sintetici, molti dei quali tradizionalmente ottenuti da materie prime di origine petrolifera. Per questi prodotti, la FDA effettua una certificazione dei singoli lotti di produzione al fine di verificarne la conformità e la purezza.
La seconda categoria è costituita dai coloranti esenti da certificazione, disciplinati dal 21 CFR Part 73. In questo gruppo rientrano soprattutto sostanze coloranti provenienti da fonti naturali, come materie prime di origine vegetale, minerale o animale.
L’iniziativa annunciata nell’aprile 2025
Il 22 aprile 2025, il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) e la FDA hanno annunciato un’iniziativa nazionale finalizzata a eliminare gradualmente i coloranti alimentari a base petrolifera dalla catena alimentare statunitense.
L’iniziativa rappresenta un importante cambiamento di approccio per il mercato americano e sta spingendo i produttori a valutare con maggiore attenzione la sostituzione dei coloranti sintetici con alternative, comprese quelle di origine naturale.
FD&C Rosso n. 3: il primo importante intervento
Tra i primi provvedimenti adottati dalla FDA rientra la revoca dell’autorizzazione per il FD&C Rosso n. 3, colorante utilizzato sia nel settore alimentare sia in quello farmaceutico.
Per gli alimenti, il divieto definitivo è previsto dal 15 gennaio 2027, mentre per i farmaci la scadenza è fissata al 18 gennaio 2028.
I prodotti contenenti il colorante che siano stati elaborati prima delle rispettive date possono, secondo le disposizioni applicabili, rimanere sul mercato.
Cosa comporta per i produttori?
La sostituzione di un colorante non consiste semplicemente nel modificare un ingrediente in etichetta. Le aziende devono infatti verificare che la nuova soluzione garantisca prestazioni comparabili.
Per l’industria alimentare, questo significa dover intervenire sulle formulazioni con un certo anticipo, valutando alternative tecnicamente idonee e compatibili con le caratteristiche del prodotto.
Un aspetto particolarmente importante è che un colorante naturale non necessariamente offre le stesse prestazioni tecnologiche di un colorante sintetico. La sostituzione richiede quindi una fase di ricerca, sviluppo e validazione della nuova formulazione.
Gli altri sei coloranti sotto osservazione
Parallelamente, la FDA sta collaborando con produttori alimentari, retailer e associazioni di categoria per favorire l’eliminazione di altri sei coloranti artificiali a base petrolifera ancora ampiamente utilizzati nella filiera alimentare:
- FD&C Verde n. 3
- FD&C Rosso n. 40
- FD&C Giallo n. 5
- FD&C Giallo n. 6
- FD&C Blu n. 1
- FD&C Blu n. 2
Per questi sei coloranti, al momento, non è prevista una data ufficiale unica di entrata in vigore di un divieto. La FDA ha tuttavia invitato le aziende ad anticipare il processo, iniziando a valutare e testare alternative.
Questo significa che, anche in assenza di un termine normativo immediato, il tema della sostituzione è già entrato nell’agenda strategica di molti operatori del settore.
Le aziende stanno già modificando le proprie formulazioni
Il processo non riguarda soltanto le autorità regolatorie. Diverse aziende attive sul mercato statunitense hanno già annunciato iniziative per ridurre o eliminare l’impiego di coloranti soggetti a certificazione.
Questi interventi mostrano come la transizione possa iniziare prima ancora dell’introduzione di eventuali divieti normativi, sotto la spinta combinata delle autorità, delle aspettative dei consumatori e delle strategie delle aziende.
Le ultime novità: Orange B e Citrus Red No. 2
FDA ha recentemente adottato due ulteriori misure nei confronti di coloranti a base petrolio.
Per Orange B, la FDA ha emesso un ordine finale che revoca l’autorizzazione al suo utilizzo come colorante alimentare. La revoca dell’autorizzazione all’uso alimentare diventerà effettiva l’8 settembre 2026. A differenza di altri provvedimenti, la disposizione finale non prevede espressamente un periodo di esaurimento delle scorte; pertanto, dopo tale data l’utilizzo di Orange B negli alimenti non potrà più avvalersi dell’attuale autorizzazione FDA
Per Citrus Red No. 2, invece, la FDA ha proposto la revoca dell’autorizzazione. Il colorante è autorizzato dal 1959 per colorare la buccia delle arance mature e, secondo la valutazione preliminare dell’agenzia, il suo utilizzo sarebbe stato anch’esso abbandonato dall’industria.
Un cambiamento da monitorare
Il quadro che emerge è quello di una transizione progressiva, destinata ad avere conseguenze non solo sulla scelta degli ingredienti, ma sull’intera catena di sviluppo e produzione degli alimenti destinati al mercato statunitense.
Per le aziende che esportano negli USA sarà quindi sempre più importante monitorare:
- l’evoluzione delle autorizzazioni FDA;
- le scadenze previste per i singoli coloranti;
- la disponibilità di alternative autorizzate;
- le modifiche delle formulazioni;
- gli aggiornamenti normativi e le indicazioni rivolte dall’agenzia all’industria.
🔎 Il processo è in continua evoluzione e sarà fondamentale seguire i prossimi provvedimenti della FDA per comprenderne l’impatto concreto sull’industria alimentare e sui prodotti destinati al mercato USA.
Ai seguenti link è possibile consultare due comunicati stampa di FDA
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