Il 1° maggio 2026 è stata pubblicata la Versione 7 dello schema FSSC 22000 per i sistemi di gestione della sicurezza alimentare.

Si tratta dell’aggiornamento più significativo dalla pubblicazione della Version 6. 

ISO 22000:2018 rimane lo standard base a cui non sono state apportate modifiche. I cambiamenti riguardano le norme di riferimento per i Programmi di Prerequisito (PRP), i requisiti aggiuntivi FSSC, le categorie della catena alimentare.

Motivo della revisione

La revisione nasce da cinque fattori chiave identificati dalla Foundation FSSC:

  • Nuova serie ISO 22002-x:2025 sui programmi prerequisito (PRP), che aggiorna e sostituisce le precedenti versioni ISO/TS 22002-x e PAS 221;
  • Allineamento ai GFSI Benchmarking Requirements 2024, che definiscono le aspettative minime per i sistemi certificati riconosciuti a livello globale;
  • Rafforzamento del supporto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU, in particolare su food loss and waste, packaging design e sostenibilità della filiera;
  • Struttura più definita delle (sotto)categorie della catena alimentare, con nuove sottocategorie che migliorano la precisione del campo di applicazione della certificazione;
  • Modifiche editoriali e miglioramenti continui per rendere il testo più chiaro e applicabile.

Nuova struttura PRP: ISO 22002-x:2025

Il cambiamento strutturale più rilevante per le organizzazioni certificate è il passaggio dalla serie ISO/TS 22002-x alla nuova serie ISO 22002-x:2025.

Nella versione 7 si utilizza la norma ISO 22002-100:2025 come standard PRP comune di base a tutti i settori, alla quale si aggiunge la norma della parte settoriale specifica (ISO 22002-1:2025 per produzione alimentare, ISO 22002-2:2025 per catering, ISO 22002-4:2025 per packaging, ISO 22002-6:2025 per mangimi, ISO 22002-7:2025 per retail/wholesale). La precedente PAS 221 per vendita al dettaglio e all’ingrosso è sostituita da ISO 22002-7:2025.

Per le organizzazioni certificate, questo significa rivedere i PRP e le checklist di audit interno per verificare che siano allineate alle nuove norme.

Categorie e sottocategorie: cosa cambia

Nella nuova versione, la struttura delle categorie della catena alimentare è più precisa e dettagliata. La categoria CIV (prodotti stabili a temperatura ambiente) è ora suddivisa in 6 sottocategorie:

  • CIV-1 prodotti termicamente trattati,
  • CIV-2 alimenti essiccati,
  • CIV-3 alimenti conservati/autopresevati,
  • CIV-4 prodotti estrusi/bakery/confectionery,
  • CIV-5 grassi e oli,
  • CIV-6 bevande incluse alcoliche.

La categoria C0 (conversione primaria di carcasse animali) è una novità esplicita.

La categoria I (packaging) è suddivisa in:

  • I-1 plastica rigida/flessibile,
  • I-2 carta/cartone,
  • I-3 metallo,
  • I-4 vetro,
  • I-5 altri materiali.

Queste sottocategorie incidono sulla competenza degli auditor e sulla precisione sullo scopo della certificazione, ma non richiedono un nuovo accreditamento degli Enti di Certificazione.

I principali requisiti aggiuntivi rafforzati nella Versione 7

La Part 2 dello Schema introduce o rafforza diversi requisiti aggiuntivi rispetto alla 6, come ad esempio:

  • Etichettatura e controllo artwork (2.5.2): il requisito riportato al punto d) ora si applica a qualsiasi organizzazione che stampa etichette e/o materiali, non solo ai produttori di imballaggi. Le organizzazioni devono avere procedure documentate per approvazione grafica, gestione dei cambiamenti, approvazione di ogni singola tiratura di stampa, rilevamento errori, segregazione varianti e rendicontazione degli scarti di stampa.
  • Food Defense (2.5.3): collegata alla ISO 22002-100:2025 clausole 16.2; la valutazione della minaccia e il piano di food defense devono essere sviluppati e mantenuti da personale con competenza specifica dimostrata; il piano deve essere integrato nel Sistema di Gestione della Sicurezza Alimentare.
  • Food Fraud Mitigation (2.5.4): stessa logica della food defense; la vulnerability assessment e il mitigation plan richiedono personale competente e maggiori dettagli nella vautazione, considerando l’affidabilità dei fornitori, le criticità della supply chain, i cambiamenti geopolitici e i rischi economici che possono favorire comportamenti fraudolenti. Non dimentichiamo la particolare rilevanza dell’argomento anche alla luce delle recenti modifiche al sistema sanzionatorio in materia agroalimentare introdotto dalla Legge N°75 del 21 Aprile 2026 (leggi qui il nostro approfondimento:  https://www.pro-gest.it/news/legge-n75-21-aprile-2026-tutela-prodotti-alimentari-italiani/ ). Inoltre – per la sottocategoria FII (brokering/trading) – è ora richiesto di verificare che anche i fornitori abbiano un piano di mitigazione.
  • Cultura della sicurezza e della qualità alimentare (2.5.6): il requisito – in modo esplicito -richiede di dimostrare che la cultura della sicurezza alimentare è attiva nell’organizzazione, la messa a disposizione di risorse sufficienti da parte dell’alta direzione e un impegno dimostrabile da parte di tutto il personale.  Non sarà più sufficiente predisporre un piano di formazione o iniziative di sensibilizzazione: durante gli audit verranno valutate anche l’efficacia delle attività svolte, il coinvolgimento del personale, il ruolo della direzione e la presenza di indicatori che dimostrino un reale miglioramento della cultura aziendale. La Food Safety Culture passa definitivamente da requisito documentale a elemento misurabile del sistema di gestione.
  • Perdite e sprechi alimentari (2.5.7): gli obiettivi di riduzione (food loss e food waste) devono ora includere target e tempistiche misurabili, superando la sola policy di principio. In relazione a questo si aggiunge anche il nuovo requisito di progettazione dell’imballaggio (2.5.13).
  • Progettazione e sviluppo del prodotto (2.5.13): aggiunto il nuovo punto d) che prevede che le organizzazioni che progettano imballaggi primari/materiali di imballaggio devono tenere conto di alcuni principi nello sviluppo di nuovi prodotti o nell’apportare modifiche agli imballaggi, ove applicabile, come ad esempio:
  • Garantire un efficace contenimento e la protezione del prodotto contro deterioramento e danni durante tutte le fasi della catena di approvvigionamento
  • Preservare ed estendere la durata di conservazione (shelf life) del prodotto confezionato
  • Ridurre al minimo le perdite e gli sprechi alimentari
  • Fornire ai consumatori informazioni chiare su come manipolare, conservare e preparare gli alimenti

Questo è uno degli elementi realmente nuovi della Versione 7: l’introduzione dei principi Save Food Packaging. Per le organizzazioni coinvolte nella progettazione degli imballaggi sarà necessario considerare anche aspetti legati alla riduzione degli sprechi alimentari e alla sostenibilità del packaging. È il primo collegamento esplicito tra certificazione FSSC 22000 e progettazione sostenibile degli imballaggi.

🛠️ Spunto operativo

In relazione a questo, si mette in evidenzala partnership di FSSC con WPO (World Packaging Organisation) e AIP (Australasian Institute of Packaging) per introdurre aspetti di Save Food Packaging in FSSC 22000 V7 e per offrire alle aziende interessanti documenti da utilizzare come Linee Guida.  Non possibile prescindere anche da quanto richiesto dal Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR).

Nella parte 3 “Requisiti per il processo di certificazione” FSSC introduce per la prima volta requisiti sulla governance dei sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) utilizzati nel processo. Gli organismi di certificazione devono rispettare alcuni requisiti come, ad esempio, quelli relativi a: governance, etica, valutazione del rischio, validazione, monitoraggio, etc.

Certificazione multisito

La certificazione multisito con campionamento è ora estesa alle categorie BIII, E, F e G, con regole di campionamento specifiche.

Cronoprogramma di transizione

FSSC 22000 versione 7 è entrata in vigore il 1° Maggio 2026. Le aziende certificate secondo la versione 6 hanno 12 mesi di tempo per completare la transizione.

Data Evento
1° maggio 2026 Pubblicazione ufficiale FSSC 22000 Versione 7
Fino al 30 aprile 2027 Audit a fronte della Versione 6 sono ancora ammessi
1° maggio 2027 – 30 aprile 2028 Finestra per audit di transizione alla Versione 7
Dal 1° maggio 2028 Solo audit a fronte della Versione 7

Gli organismi di certificazione devono informare le organizzazioni certificate entro 3 mesi dalla pubblicazione del nuovo schema.

Cosa fare subito

  • Muoversi per tempo per evitare di arrivare non preparati al prossimo audit di transizione.
  • Verificare la categoria e sottocategoria di certificazione per controllare l’allineamento a quanto definito nella nuova versione 7.
  • Rivedere i requisiti aggiuntivi e fare una revisione del sistema di gestione per incorporare i nuovi requisiti nella documentazione pertinente.
  • Rivedere i PRP Base definiti nel Manuale di Autocontrollo per verificare allineamento a quanto definito nella norma generale ISO 22002-100:2025 e nella norma specifica di settore ISO 22002-x:2025.
  • Pianificare l’audit interno con i nuovi criteri prima dell’audit di transizione.
  • Pianificare l’audit di passaggio alla nuova versione 7 con il proprio organismo di certificazione.

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